Carissima,
In questi giorni in cui la luce e l’ombra si bilanciano e l’autunno inizia a farsi sentire e scrivendoti la mail di ieri, ho sentito forte il bisogno di raccontarti qualcosa che mi ha colpita:
due riti antichissimi, appartenenti a culture molto diverse, che si svolgono nello stesso periodo dell’anno, durano nove giorni, e custodiscono un messaggio profondamente simile.
Sono i Misteri Eleusini, dall’antica Grecia, e il Navaratri, una delle feste più importanti dell’India.
I Misteri Eleusini - Grecia
Celebrati per quasi duemila anni, da Atene e oltre, i Misteri Eleusini erano uno dei riti più sacri dell’antichità greca.
Erano dedicati a Demetra, dea della terra e dell’agricoltura, e a sua figlia Persefone, rapita da Ade e portata negli inferi.
Il mito racconta che, nel dolore per la scomparsa della figlia, Demetra smette di far crescere i frutti della terra. Solo quando Persefone le viene restituita per metà dell’anno, il mondo torna a fiorire.
I Misteri erano un rito iniziatico: per nove giorni, gli adepti camminavano da Atene a Eleusi e attraversavano un processo rituale segreto, che portava dalla separazione alla rivelazione, dal buio alla rinascita interiore.
La natura moriva per rinascere.
Così anche l’essere umano.
Un rito per entrare nell’autunno lasciando andare, facendo spazio, imparando a fidarsi del ciclo della vita.
Navaratri - India
Quasi nello stesso periodo dell’anno, in India si celebra il Navaratri: una festività che dura nove notti e dieci giorni, in onore della Dea Madre nelle sue molteplici forme.
In particolare, Navaratri celebra le nove manifestazioni di Durga, dea guerriera e madre cosmica, che combatte il demone del caos e dell’ignoranza.
Ogni notte rappresenta una qualità, una battaglia, una trasformazione.
Le prime tre notti sono dedicate a Durga, forza che distrugge gli ostacoli interiori.
Le seconde tre a Lakshmi, che dona purezza, amore e abbondanza.
Le ultime tre a Saraswati, la saggezza e la conoscenza.
Navaratri è dunque un rito di purificazione e rinnovamento spirituale, in cui si affrontano le proprie oscurità interiori per emergere più consapevoli e liberi.
Due riti, una soglia
Quello che mi ha colpito è questo:
- entrambi questi riti durano 9 giorni
- entrambi si svolgono a cavallo tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno
- entrambi parlano di un viaggio, di una battaglia interiore, di trasformazione e rinascita.
Che siano nella Grecia antica o nell’India sacra, le culture ci mostrano come l’essere umano, in ogni tempo, abbia sentito il bisogno di ritualizzare la soglia, il cambiamento, la morte e la rinascita.
In fondo, stiamo parlando dello stesso archetipo:
- lasciare andare
- affrontare l’oscurità
- ritornare alla luce, cambiati
E forse anche noi, oggi, abbiamo bisogno di riti così.
Di tempo per guardarci dentro.
Di affrontare le nostre ombre con coraggio.
Di trasformare il caos in consapevolezza.
Un piccolo rito per te
Per accompagnarti in questo tempo, ti invito a ricevere la Meditazione dell’Equinozio, un viaggio guidato dentro di te, per onorare la discesa, lasciar andare e ritrovare pace.
E se senti il desiderio di esplorare ancora più profondamente il tuo femminile sacro, il 4 ottobre iniziamo UTEROPOETICA: un percorso in 4 incontri dedicato alla ciclicità, alla creatività e alla connessione col grembo.
Un tempo lento. Uno spazio sacro. Un viaggio condiviso.
Con amore, gratitudine e presenza,
Al servizio della tua fioritura,
Milena Surya Priya
Seguimi sui miei canali social: puoi trovare diversi contenuti gratuiti:
instagram facebook youtube telegram tiktok sito
0 comments