con-tatti #25: Identità: dove mi riconosco?
May 31, 2026 5:46 pm
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Ciao ,
Ci sono luoghi in cui entriamo e, senza sapere bene perché, qualcosa dentro di noi si sposta.
Può essere solo un disagio sottile, una tensione nel corpo, una voce interna che sussurra:
“Qui non so bene dove mettermi.”
L’altro giorno, parlando con una cliente, è emersa proprio questa sensazione: trovarsi in un contesto multiculturale, in mezzo a corpi, lingue, abitudini e modi di stare nel mondo molto diversi dal proprio, e sentire all’improvviso di non essere nel posto giusto.
Non perché ci fosse qualcosa di sbagliato in quel luogo o in quelle persone.
Ma perché, quando incontriamo qualcosa di molto distante dal nostro modello educativo, culturale, familiare o personale, non incontriamo soltanto “il diverso”.
Incontriamo noi.
Le nostre rigidità, i giudizi, i sensi di colpa, la paura di non sapere più chi siamo, la fatica di non sentirci davvero a casa da nessuna parte.
Ed è lì che l’identità smette di essere una parola elegante e diventa una cosa viva.
Una cosa che punge.
Perché identità non è solo da dove veniamo, dove viviamo, che lingua parliamo, quali radici ci portiamo dietro.
Identità è anche il modo in cui stiamo al mondo quando il mondo non ci somiglia.
È ciò che sentiamo davanti a una libertà che ci provoca, a un corpo che non comprendiamo, a un modo di amare che non conosciamo, a una cultura che ci sembra troppo lontana da ciò che abbiamo imparato a considerare “normale”.
E allora la domanda diventa inevitabile:
che cosa mi dà davvero fastidio?
Quello che sto guardando?
O la parte di me che non riesce a restare aperta davanti a ciò che non riconosce?
Vivendo all’estero, questa domanda si amplifica.
Perché quando abiti un Paese che non è quello in cui hai radici, non osservi soltanto le differenze: diventi anche tu una differenza.
Ti muovi nel mondo con un accento, una storia, un modo tutto tuo di parlare, tacere, reagire, difenderti e cercare casa.
E può accadere una cosa strana:
sentirsi presenza straniera tra presenze straniere.
In bilico tra il luogo da cui si è partiti e quello in cui si vive, con una parte che cerca radici e un’altra che cerca ali.
Ma siamo davvero sicuri che questa sensazione dipenda solo da dove viviamo?
Io non credo.
Perché il sentirsi fuori posto non appartiene solo a chi vive all’estero.
Lo incontro continuamente nel mio lavoro: in chi si sente fuori posto nella propria famiglia, in chi non si riconosce più nella coppia, in chi abita un ruolo che ormai stringe, in chi vive in una città che dovrebbe essere casa ma dentro sente distanza.
In chi guarda la propria vita e pensa:
“Ma io qui dove sono?”
A volte il luogo che non riusciamo ad abitare non è una città: è una relazione che ci stringe, una storia familiare che ancora ci chiama, un corpo che cambia, un’età nuova, un’appartenenza diventata stretta, o quella parte di noi rimasta indietro nel tentativo di ricevere accettazione, amore, riconoscimento.
E allora forse l’identità non è qualcosa da difendere con i denti contro tutto ciò che è diverso.
Forse è qualcosa da ascoltare.
Quando giudichiamo qualcosa che non comprendiamo, spesso stiamo anche proteggendo una parte fragile di noi. Quando ci irrigidiamo davanti a una cultura, a un modo di essere, a una libertà che non ci appartiene, forse non stiamo solo dicendo “questo è troppo”.
Forse stiamo dicendo:
“Non so più bene dove finisco io e dove comincia il resto.”
Questa domanda non si risolve in fretta.
Si attraversa.
Con calma, con rispetto, con il coraggio di stare anche dove qualcosa dentro di noi si contrae.
Nel lavoro delle Costellazioni Familiari questo movimento si può vedere, non solo raccontare.
Si può osservare dove una persona fatica a prendere il proprio posto, dove resta legata a un’appartenenza antica, dove vive esclusione, fuori asse, senza sentirsi vista. Si può riconoscere dove l’identità si confonde con la fedeltà, dove crediamo di essere persone libere mentre continuiamo a rispondere a qualcosa che viene da lontano.
E quando una persona comincia a vedere dove non si riconosce più, spesso non deve inventarsi una nuova identità.
Deve solo smettere di tradire quella che, piano piano, sta cercando di tornare a casa.
Forse non si tratta di cercare fuori il luogo perfetto in cui sentirsi al sicuro, ma di ritrovare dentro di noi quello spazio che possiamo abitare ovunque.
Il posto che ci abita diventa casa, ovunque la vita ci porti.
Da qui nasce anche il prossimo incontro: non come un evento messo in fondo a una newsletter, ma come una continuazione naturale di questa domanda:
dove mi riconosco davvero?
Il 5 luglio ci incontreremo in un luogo nuovo, arrivato quasi per caso, chiacchierando con le persone a cui dedico ogni giorno il mio lavoro.
E forse anche questo ha un senso: alcuni luoghi non si scelgono soltanto con la testa. Arrivano mentre siamo in relazione, mentre ascoltiamo, mentre qualcosa nel campo si muove e apre una strada.
Sarà un nuovo seminario di Costellazioni Familiari, uno spazio in cui guardare i legami, le appartenenze, i posti che occupiamo e quelli che ancora non riusciamo ad abitare.
Perché a volte il primo passo non è cambiare luogo.
È vedere dove, dentro di noi, non siamo ancora riusciti a sentirci a casa.
A presto,
Con cura
Irma
Il luogo che ci abita è la casa che possiamo portare ovunque.
PROSSIMI EVENTI
Se senti che uno degli eventi ti chiama, ti invito a prenotare il tuo posto con anticipo.
Ogni incontro richiede cura, presenza e preparazione: sapere per tempo quante persone parteciperanno mi permette di creare uno spazio adeguato, accogliente e ricco di valore per tuttə.
Un numero troppo ridotto di iscrizioni potrebbe impedirmi di organizzare al meglio l’evento.
Ti ringrazio fin da ora per la tua sensibilità e il tuo tempo.
[Domenica 5 Luglio] SEMINARIO COSTELLAZIONI
Dove: Bochumer Straße 22 piano terra - 10555 Alt Moabit - Berlino
presso Hebammenpraxis Moabit
Ora: 10:00 - 14:00 circa
Contributo: 35 euro
Nuovo spazio
In questo incontro ognuno potrà portare ciò che sente muoversi nel proprio campo di memoria: una domanda, un nodo familiare, una relazione, una scelta, un blocco, una ripetizione, un passaggio ancora sospeso.
Non è necessario sapere già con precisione “cosa lavorare”.
A volte basta sentire che qualcosa insiste.
Durante il seminario, tutti potranno partecipare attivamente: portando un proprio tema, rappresentando elementi del campo, osservando, ascoltando e mettendosi al servizio del movimento che emerge.
Nelle Costellazioni Familiari non si forza una risposta.
Si apre uno spazio in cui ciò che era rimasto implicito può mostrarsi con più chiarezza.
Un incontro per chi sente il desiderio di guardare più da vicino ciò che torna, ciò che pesa, ciò che chiama — e farlo insieme, in un campo rispettoso, raccolto e profondamente umano.
E perchè no, portare uno sguardo nuovo al luogo in cui abbiamo scelto di stare.
COSTELLAZIONI FAMILIARI INDIVIDUALI
Online o in presenza a Moabit
Le Costellazioni Familiari individuali sono uno spazio profondo e riservato, pensato per chi desidera portare un tema personale, familiare, relazionale o professionale e osservarlo con uno sguardo più ampio.
Non sempre è necessario essere in gruppo perché qualcosa si mostri.
A volte basta una domanda chiara.
Un nodo che torna.
Una relazione che pesa.
Una scelta sospesa.
Una dinamica che si ripete e chiede finalmente attenzione.
Nella costellazione individuale lavoriamo insieme sul tuo tema, dando forma a immagini interiori, legami, memorie e movimenti che spesso agiscono in modo silenzioso nella vita quotidiana.
È un lavoro raccolto, delicato e sorprendentemente potente, che permette di osservare ciò che dentro appare confuso, bloccato o difficile da nominare.
La sessione può svolgersi online, in uno spazio intimo e concentrato, oppure in presenza a Moabit, in un luogo raccolto e accogliente.
Anche a distanza, il campo può aprirsi con forza quando ci sono presenza, ascolto e disponibilità a guardare.
Puoi portare un tema legato alla famiglia, alla coppia, al lavoro, a una scelta, a un passaggio di vita o a qualcosa che senti muoversi dentro di te senza sapere ancora bene come chiamarlo. Un incontro individuale per fermarti, osservare e lasciare che ciò che insiste trovi finalmente un luogo in cui mostrarsi.
[Data da definire] IL CERCHIO DI DONNE On line
Dove: Online piattaforma Google Meet
Frequenza : una volta ogni due mesi
Contributo: 15-20 Euro
C'è un cerchio che sta per nascere.
Un cerchio di donne. Online, ma reale. Vivo. Necessario.
Lo propongo ora, proprio perché il gruppo in presenza a Berlino è già completo.
E sento che questa possibilità non può restare chiusa solo in una stanza.
Deve poter raggiungere anche chi è altrove, ma sente lo stesso bisogno:
quello di uno spazio intimo, autentico, non giudicante, dove portare se stesse — così come si è.
Un piccolo gruppo (massimo dieci donne), essenziale, che si riunirà orientativamente una volta al mese.
Un tempo dedicato, per stare. Per condividere. Per riconoscersi.
Per chi sente che non è più il tempo di rimandarsi.
Per chi ha bisogno di parole nuove, di silenzi condivisi,
di uno sguardo che accoglie, e non pretende.
In questo cerchio ci sarà spazio per il corpo, per le emozioni, per il presente e per tutto ciò che abbiamo lasciato indietro.
Useremo strumenti di ascolto, esercizi sistemici, piccoli gesti che aiutano a trasformare.
Ma più di tutto, ci sarà la forza della presenza reciproca.
Se qualcosa, dentro, si muove mentre leggi… se pensi “finalmente uno spazio così”, scrivimi (se non mi scrivi non riesco a fermare il gruppo, per me è fondamentale la tua adesione scritta).
Non devi sapere tutto. Solo sentire che forse è il momento giusto.
Se uno di questi eventi ti chiama, non aspettare.
Per alcuni è necessaria la conferma di più iscrizioni per poter mantenere la data, quindi se vuoi partecipare, fallo ora.
E se conosci qualcuno che potrebbe essere interessato, aiutami a diffondere l’invito.
Leggi qui i commenti dei partecipanti agli eventi.
RISORSE
Workbook - "I 7 Specchi Esseni"
- Primo Specchio
- Secondo Specchio
- Terzo Specchio
- Quarto Specchio
- Quinto Specchio
- Sesto Specchio
- Settimo Specchio
Meditazioni
- Meditazione d'Estate
- Meditazione di Primavera
- Meditazione Cambiamento e Attesa
- Meditazione: Riconciliazione Interiore di Salvatore Pirina
voce Irma Trotta
Workbook - "L'eco delle Parole: Pensieri, Formule e Silenzi che Trasformano"
Uno spazio di riflessione per chi ha attraversato la perdita, la delusione, la paura di non farcela e ora desidera ritrovare il proprio equilibrio interiore.
Blog - Segni di Usura
Riflessioni imperfette su ciò che resta in piedi — anche quando scricchiola.
Io sono qui,
pronta ad accompagnarti in questo viaggio verso te stesso.
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