Ambra Fabbian

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Colli Euganei: 3.000 mq tra fango e Masterplan.

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Se segui le mie storie su Instagram avrai visto qualche settimana fa lo spoiler di un Masterplan per un parco di 3.000 mq ai piedi dei Colli Euganei.


Oggi voglio parlartene meglio perchè è un caso studio che potrebbe essere utile a te o a qualche giardino che conosci.


Parliamo di un luogo magnifico, dove lo sguardo corre libero, ma con una criticità strutturale importante: trovandosi in una zona agricola ricca di canali, a ogni pioggia abbondante una parte del giardino finisce letteralmente sott'acqua.


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Molti, davanti a un terreno che si allaga, cercano di "combattere" la natura. Spendono migliaia di euro in costosi drenaggi forzati o piantano specie destinate a morire di asfissia radicale.


La mia strategia in questo caso è stata opposta: se non puoi sconfiggere l’acqua, progettala.


Il Design della Resilienza 

Progettare un parco non significa solo scegliere colori che stanno bene insieme. Significa risolvere problemi tecnici affinché lo spazio diventi rigoglioso e autonomo.


Per questo progetto ho adottato due soluzioni che definiscono il mio approccio Wild & Luxury:


1. La tecnica della Baulatura (ingegneria del rilievo). Non è un concetto astruso, ma pura modellazione del terreno usata spessisimo in passato. Abbiamo progettato dei dolci dossi artificiali — veri e propri "bauli" di terra — posizionando le piante sulla loro sommità. In questo modo, il colletto e le radici principali restano al sicuro, sopra il livello di ristagno, anche durante gli allagamenti peggiori.


2. Botanica "con i piedi a mollo". Nelle zone depresse, dove l’acqua ristagna inevitabilmente, non ha senso lottare. Lì ho inserito specie che prosperano nel fango e ne traggono forza. Tre esempi dal Masterplan:


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Ma la tecnica, da sola, è fredda. Diventa Garden Design solo quando incontra i desideri di chi quel luogo lo vivrà.


Presentare questo lavoro è stato un momento di orgoglio profondo. Vedere la proprietaria entusiasmarsi davanti al rendering e sentirmi dire: "Il mio nuovo giardino... non posso che confermare la mia emozione nel vedere il progetto, ben fatto e pensato nei dettagli. È luce per i miei occhi!" è la conferma di ciò che dico sempre: si vede quando ami il tuo lavoro e lo fai con passione.


Il vero lusso non è avere un giardino "perfetto" sotto una campana di vetro, ma possedere un paesaggio che gestisce l'imprevisto con eleganza e che ti fa battere il cuore ogni volta che guardi fuori dalla finestra.


Un caro saluto,

Ambra


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P.S.: Spesso il "problema" di un terreno è solo un'opportunità di design non ancora compresa. Quello che oggi chiami fango, con il giusto Masterplan, domani sarà "luce per i tuoi occhi".

A proposito di sfide tecniche (come l'acqua dei Colli Euganei), qual è il problema 'impossibile' del tuo giardino? Scrivimelo, leggo tutto!

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