Ambra Fabbian

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Il tuo prato è piatto e noioso? (parliamone)

Il tuo prato è piatto e noioso? (parliamone)

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Questa settimana, in un box domande su Instagram, ho chiesto: "Qual è il punto del tuo giardino che ti fa impazzire?"


Ho ricevuto tante risposte, ma una, nella sua semplicità, ha colpito un nervo scoperto. Eccola:


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Questa follower ha riassunto in tre parole una frustrazione che sento spessissimo... e che per me è un punto di sempre più grande importanza!


Per decenni ci è stato venduto un sogno: che il giardino perfetto sia un tappeto verde uniforme, piatto e impeccabile.


Oggi voglio dirti una verità che mi sta molto a cuore (e che potrebbe farti risparmiare un sacco di tempo, soldi e acqua).


Il prato all'inglese, così come lo intendiamo, è l'elemento più energivoro, costoso e spesso meno interessante del tuo giardino.


Mi spiego meglio.

Dal punto di vista ecologico e scientifico, un prato tradizionale è una monocultura. È un deserto verde che, per rimanere tale, richiede un dispendio enorme di risorse:

  1. Acqua: ha una sete costante, una vera follia in estati sempre più calde e secche.
  2. Manutenzione: richiede tagli continui (consumo di energia/benzina e tempo), concimazioni chimiche (che finiscono nelle falde) e trattamenti contro le erbe "sbagliate".
  3. Biodiversità: offre zero cibo e zero riparo per gli insetti impollinatori e la piccola fauna.


Le visioni anglosassoni più moderne e illuminate (pensa a maestri come Piet Oudolf o al movimento del New Perennial Planting) hanno capito questo da decenni.


Nei loro progetti, il prato non è il protagonista. È l'attore non protagonista. È lo spazio "negativo" che serve a far risaltare il vero spettacolo: i bordi misti, le graminacee, le piante perenni.


Loro non vedono un prato piatto come un obiettivo. Lo vedono come un'opportunità sprecata.


Guarda ad esempio quale prezioso contributo è il Lurie Garden per la città di Chicago! Un giardino con decine di tipi di piante perenni e bulbose che hanno fatto tornare in città diverse specie animali e dato un contributo enorme alla biodiversità.


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Cosa fare, quindi, se anche tu hai un "prato piatto" che ti annoia?

Inizia a vederlo non come un dogma intoccabile, ma come spazio fertile da riconquistare. Inizia a pensare: "E se...?"



Il mio consiglio per questo autunno è questo:

Inizia a sognare un giardino vivo, dinamico e sostenibile. Spesso, la soluzione è semplicemente... meno prato.


Tu che rapporto hai con il tuo prato? Amore o odio? Se ti va, raccontamelo rispondendo a questa mail.


Un caro saluto,

Ambra


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